Dal centrodestra toscano tanti Sì coerenti, consapevoli, coraggiosi

Dal centrodestra toscano tanti Sì coerenti, consapevoli, coraggiosi

Dal centrodestra toscano tanti Sì coerenti, consapevoli, coraggiosi

autostradaFirenze, Pisa, Livorno: non è solo la strada di grande comunicazione che collega il capoluogo toscano con il mare; è anche l’asse politico lungo cui si è registrato uno scollamento all’interno di Forza Italia sul tema referendum. A Firenze il capogruppo azzurro in Città metropolitana Marco Semplici, a Pisa il capogruppo dimissionario del Pdl-Forza Italia Giovanni Garzella, a Livorno un pezzo importante della storia azzurra rappresentato dall’ex consigliere regionale Marco Taradash e dall’ex coordinatore regionale Maurizio Zingoni. E assieme a loro tanti altri esponenti dell’area liberale e moderata: dal capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale di Prato Andrea Bonacchi, alla capogruppo a Scandicci Erica Franchi, al “civico” Giacomo Tarrini, primo sindaco di Chianni non di sinistra  nella storia della cittadina in provincia di Pisa. Simpatizzanti, iscritti eletti, accomunati dai ideali e valori comuni e dalla scelta di votare Sì al referendum costituzionale di domenica prossima nonostante le indicazioni del partito. Una scelta di coerenza, di consapevolezza, di coraggio che ho toccato con mano oggi in occasione di due incontri proprio a Pisa e a Livorno, a cui ha partecipato anche Marco Semplici.

Una scelta di coraggio perché quella di Garzella, così come Semplici, non ne trarrà nessun beneficio; di consapevolezza perché chi pur proveniente dal centrodestra voterà sì dimostra di aver ben compreso la portata storica di questo appuntamento, scindendolo dalla valenza politica; di coerenza perché queste non sono le riforme di Renzi, della Boschi, del Pd; sono anche le nostre riforme. Riforme che come Forza Italia prima e e PdL poi abbiamo sostenuto e cercato di realizzare dal 1994 ad oggi, che abbiamo contribuito a scrivere, che abbiamo votato in parlamento. Votare Sì oggi non è tradire un’idea, ma al contrario dare seguito a un impegno assunto: cambiare idea in nome dell’antirenzismo, quello sì sarebbe negare la nostra storia, la storia di chi è stato costretto a combattere nelle aule istituzionali e sul territorio contro l’antiberlusconismo a prescindere. Un No, quello di Forza Italia, che in gergo calcistico si chiamerebbe “fallo di frustrazione”.

A Garzella, Taradash, Zingoni, Semplici, Bonacchi, Franchi e tutti gli altri amici di centrodestra che hanno deciso di sostenere le ragioni del Sì va il ringraziamento per aver coraggiosamente anteposto a tutto gli interessi del Paese, non obbedendo ciecamente a un partito che pare aver perso la bussola politica e la memoria storica. La coerenza in politica è un valore.

Massimo Parisi

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