Il senso di Grillo per la libertà di stampa

Il senso di Grillo per la libertà di stampa

Il senso di Grillo per la libertà di stampa

Livorno, 27 aprile: Beppe Grillo va in scena al Teatro Goldoni. E all'indomani del rapporto di Reporter sans frontières che lo cita come una delle cause della 52esima posizione dell'Italia nella classifica della libertà di stampa il comico/tribuno non si trattiene e rilancia: "In sala stasera ci sono i giornalisti, guardate sono qui prendono appunti". Non contento, aggiunge "Estrapolano pezzi di frasi e poi fanno i titoli sui giornali. Poi dicono che sono io pericoloso per l'informazione. Guardateli in faccia e ricordatevi di loro".

"Guardateli in faccia e ricordatevi di loro". Una frase irresponsabile, perché per mille spettatori che saggiamente avranno interpretato queste parole come un’infelice uscita a metà tra la battuta e l’invettiva politica ce ne potrebbe essere uno che, obnubilato dall’intolleranza che Grillo e parte della classe dirigente del Movimento 5 stelle quotidianamente alimentano, la traduce in ben più gravi reazioni. E inaccettabile è che il leader di un importante movimento politico mostri così scarsa attenzione nei confronti della libertà di stampa: chi la minaccia nega uno dei principi fondamentali della democrazia.

Più che in Grillo confido nell’intelligenza del pubblico, ma resta la preoccupazione e lo sconcerto. Perché se un comico si erge a tribuno vestendo le panni di leader politico che tiene comizi a pagamento, per dirla con Flaiano, la situazione è grave, ma non seria”, conclude Parisi.

Massimo Parisi

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close